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GenZ e aziende: come creare engagement attraverso il digitale? 

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Al giorno d’oggi, è la GenZ la generazione più influente dal punto di vista dei consumi e dei trend, e le aziende devono adattare il loro tone of voice per interagire con questo pubblico nel miglior modo possibile. Per fare ciò, è necessario adottare le loro modalità di comunicazione, fatte di abbreviazioni e acronimi, riferimenti popolari, e persino di nuovi significati dati alle emoji

Cos’è la Generazione Z

La Generazione Z comprende le persone nate tra la fine degli anni ’90 e il 2010. Figli dell’era digitale, questi giovani sono stati i primi a crescere in un ambiente completamente online tra smartphone, Internet e social media. Uno studio Ipsos del 2022 rivela che il 73% dei giovani tra 16 e 30 anni utilizza ogni giorno almeno un social network (come X, Instagram o Snapchat) e predilige i media online per informarsi sui temi di attualità. E c’è sempre più interscambiabilità tra fonti di intrattenimento e di informazione: non a caso, TikTok ha battuto nel 2021 il motore di ricerca Google quanto a numero di visitatori.  

Il potere delle immagini 

Le parole non sono più l’unico modo per esprimersi e la Gen Z, in cerca di immediatezza e ottimizzazione del proprio tempo libero, si sta rivolgendo ad altri mezzi per soddisfare le proprie esigenze di consumo e di informazioni. I cosiddetti snack-content (o micro-contenuti) risultano tra i più diffusi ed efficaci e sono applicabili a qualsiasi mezzo di comunicazione: nei video su Snapchat o YouTube, nelle foto su Instagram e come testo su X. Ciò detto, non vanno comunque sottovalutati i formati video più lunghi, che sono altrettanto rilevanti per le aziende per diversificare la propria offerta di contenuti. 

Come accennato, anche gli emoji fanno a pieno titolo parte del linguaggio della Gen Z. In una ricerca pubblicata nel 2022, la piattaforma di comunicazione Discord ha rivelato che il 66% dei Gen Z ritiene che saper usare le emoji sia necessario per apparire più simpatici ed empatici agli occhi degli altri. Secondo la stessa ricerca, gli emoji renderebbero anche la comunicazione online più autentica, e più di 7 giovani su 10 (74%) sono convinti che gli emoji aiutino ad avvicinare le persone. 

Se da un lato l’approccio giusto nei confronti della Gen Z sta nel promuovere l’interazione, dall’altro è necessario tenere a mente alcune modalità. Come sottolineato da Twitch in un recente studio intitolato “Leading Culture Changes”, le nuove parole d’ordine per un’esperienza di successo devono essere autenticità e onestà. Sulla piattaforma, infatti, gli streamer comunicano apertamente con il proprio pubblico e gli utenti ne apprezzano particolarmente la spontaneità e l’assenza di filtri. È possibile prendere esempio, utilizzando sondaggi o testimonianze che possano creare conversazioni autentiche ed engagement

Cosa ci riserva il futuro? 

La Gen Z viene spesso descritta come aperta e inclusiva, una generazione che dà sempre più importanza al dialogo, sensibilizzata dalle generazioni precedenti, dai social network e dal facile accesso alle informazioni sin dalla più giovane età. Le parole chiave sono “trasparenza” e “iniziativa”: la generazione Z è alla ricerca di un coinvolgimento personale in tempo reale. Pertanto, è fondamentale che le imprese prestino attenzione agli ultimi “hot topic” e ascoltino le tendenze più recenti quando comunicano con loro, sempre mantenendo una comunicazione coerente e in linea con i valori del proprio brand. 

In questo scenario inizia a fare capolino la Generazione Alpha, che comprende i nati dal 2011 in poi. Cresciuta nel digitale e con innovazioni come Open AI, metaverso e assistenti vocali, questa generazione potrebbe avere delle analogie con la precedente. Ma, a sua volta, creerà un nuovo ritmo di comunicazione, anche a costo di una completa demolizione dei codici digitali che conosciamo oggi.